MENU

NEWS

Non c’era posto per loro nell’albergo

La locanda di Betlemme

di p. Cesare Cuomo icms

La scena evangelica della locanda, raffigurante il rifiuto ricevuto nella Notte Santa da Maria e Giuseppe, mentre erano alla ricerca di un alloggio, merita sicuramente un posto di rilievo nel Presepe di Montignoso. Se questo episodio fosse stato inserito nei misteri del Rosario, non sarebbe stato facile trovargli la giusta collocazione. Infatti, dal punto di vista cronologico, tale mistero apparterrebbe ai misteri gaudiosi ma, d’altra parte, non si può certo dire che rievocasse un episodio gioioso, dal momento che “non c'era posto per loro nell'albergo” (Lc 2, 7). Questo diniego complicava certamente la situazione dei due sposi, comunque fiduciosamente abbandonati nelle mani del Padre celeste, che li aveva scelti per offrire il conforto e la protezione di una famiglia umana al Suo Figlio Unigenito inviato tra gli uomini per salvarli.

Del resto, chi davvero subì un danno da quel rifiuto, fu l’albergatore stesso. Immaginiamo infatti se, impietosito da quella coppia in difficoltà, gli avesse invece aperto le porte, impegnandosi a trovare, con un po’ di buona volontà, una sistemazione anche per loro, malgrado il grande afflusso di clienti dovuto al censimento in corso. Sarebbe entrato nella storia perché, anche a distanza di millenni, lui e la sua locanda sarebbe stato ricordati per aver accolto il Bambino Gesù, ed avrebbe probabilmente vissuto in prima persona i meravigliosi eventi che accompagnarono la nascita del Figlio di Dio nella grotta di Betlemme, ricolmato di ogni benedizione divina per se e per il suo lavoro.

La sua persona e la sua locanda, invece, rimarranno per sempre nell’anonimato, anche se, secondo il principio che Dio sa trarre il bene anche dal male, l’episodio negativo di cui egli fu protagonista può essere fonte di un utile insegnamento e monito per tutti noi.

Infatti, l’eccessiva preoccupazione per il lavoro e per il suo relativo tornaconto economico, può produrre, spesso anche senza accorgersene, quella durezza di cuore che raffreddi la sensibilità verso la bontà di Dio, da cui abbiamo ricevuto tutto ciò che possediamo, e alle sofferenze e miserie altrui. Il rischio è di autoescludersi da quella beatitudine che solo i poveri di spirito possono provare. Questi, infatti, sono coloro che sanno riconoscere con gratitudine che tutto ciò che sono e che hanno viene dalla benevolenza di Dio, provando gioia al pensiero di sentirsi circondati dal suo amore paterno e provvidente. Per questo, sanno servirsi di tutto con un sano distacco interiore che, oltre a far apprezzare e gustare meglio ciò che si possiede, apre il cuore alla gioia della condivisione con chi non ha, attraendo ulteriormente la benedizione di Dio che, oltreché con la vita eterna, ricompensa già ora in mille modi chi, a suo esempio, dona con gioia.

Lo sguardo di colui che si attacca troppo ai beni di questo mondo rimane rivolto verso il basso e non riesce più ad alzarlo verso il cielo. Un cuore così freddo e indurito, si autocondanna ad essere perennemente triste perché, il segreto della gioia, sta proprio nella capacità di meravigliarsi e gioire per la bontà e amore che il Padre celeste nutre per lui.

Dio vuole donare a tutti i suoi figli la sua benedizione, gioia e salvezza ma, proprio perché li ama con amore infinito e delicato, ne rispetta sempre le libere scelte. La conseguenza è che, a prendere parte della ricchezza divina, della sua eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce (Cfr. 1 Pt 1,4), sono solo coloro che la desiderano e ne sanno gioire, siano essi poveri di ricchezze materiali, come i pastori a Betlemme, o ricchi come i tre Magi venuti dall’oriente.

Chiediamo allora l’intercessione della Vergine Maria, il cui sguardo, come quello del Padre celeste, è sempre rivolto su di noi e sulle nostre necessità. Ella si prenda cura del nostro cuore, lo preservi da ogni distrazione che lo renda indifferente e insensibile alle difficoltà altrui. Quando la Divina Provvidenza ci offrirà l’opportunità di compiere qualche gesta di carità verso chi è nel bisogno, Ella ci ricordi le parole del suo Divino Figlio: “Tutte le volte che avete fatto ciò a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, lo avete fatto a me!”. (Mt 25,40).

 

in Evidenza

13 Maggio
Nel Suo Cuore Immacolato

Madre della Divina Provvidenza
Provvedete al pane dell'anima nostra

Sui passi della fede
Una giornata in Famiglia

CALENDARIO EVENTI

Area donazioni

L'Opera Nostra Signora di Fatima nata per la generosità di chi ha donato tutto per la maggior Gloria di Dio, si sostiene con il contributo libero di quanti devolvono a suo favore offerte. Chi volesse contribuire può farlo in vari modi:

Aiuta l'opera |

DONA ORA

Con una piccola donazione puoi riaccendere la speranza di uomini, donne e bambini in Brasile e, anche in Italia...

Dona alla fondazione

La Rivista ufficiale della
Famiglia del Cuore Immacolato di Maria

ABBONATI ALLA RIVISTA |

NEWSLETTER

La newsletter è uno strumento per rimanere sempre in contatto con noi e per essere sempre aggiornati sulle principali attività della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria. Iscrivendoti riceverai gratuitamente notizie brevi, links ad articoli.

Pillole di SpiritualiTà