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In cordata per Dio

"Ritornate a Me con tutto il cuore"

di Suor M. Leonarda Innocente icms

Oggi ha inizio la quaresima, quaranta giorni che ci separano dalla Pasqua: un tempo forte nel quale fermarci e fare silenzio, per ascoltare con maggiore attenzione la voce del Signore, che desidera parlare a ciascuno di noi. Il Papa, come padre di tutti, che porta nel cuore la preoccupazione per ogni suo figlio, ha fatto un appello particolarmente accorato a tutti gli uomini di buona volontà:

«E ora vorrei appellarmi a tutti, credenti e non credenti. Gesù ci ha insegnato che all’insensatezza diabolica della violenza si risponde con le armi di Dio, con la preghiera e il digiuno. Invito tutti a fare del prossimo 2 marzo, mercoledì delle ceneri, una Giornata di digiuno per la pace»

Nelle parole del Papa risuona l’apprensione del cuore stesso di Dio, Padre di tutti, della cui paternità il Papa è segno e strumento per ognuno di noi. Anche il profeta Gioele, nelle letture del mercoledì delle ceneri, si fa portavoce di un invito forte da parte di Dio: “Ritornate a Me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti” (Gl 2, 12-13). Il digiuno, la preghiera e la penitenza sono dei mezzi, il Papa li definisce “le armi di Dio”, perché il nostro cuore non si disperda in desideri secondari, non si appesantisca con cose di poco valore, ma ponga al centro Dio -suo unico Bene- e appartenga interamente a Colui che l’ha creato e sa renderlo felice davvero.

Gesù ci insegna che queste armi devono essere usate nel segreto, e “il Padre Tuo che vede nel segreto, ti ricompenserà” (Mt 6,6), senza farci pubblicità, senza mostrarci tristi perché stiamo rinunciando a qualcosa e questa rinuncia ci costa. Nella certezza che ogni nostra preghiera, ogni nostra rinuncia, ogni lacrima cade nel Cuore di Dio. La Madonna a Fatima ha detto che molte anime vanno all’inferno perché non c’è chi preghi e si sacrifichi per loro; e ha chiesto a tre bambini di pregare per la pace nel mondo. Dalla nostra conversione personale nasce la pace, da noi parte l’onda del Bene che deve raggiungere ogni uomo. Noi siamo degli strumenti nelle mani di Dio per far giungere il Suo amore fino ai confini della Terra. Convertirci significa essere strumenti validi, docili alla Sua Parola, plasmati proprio dalla preghiera, dal digiuno,dalla penitenza.

Il digiuno è un’arma preziosa: rinunciare a parte del nostro cibo per affermare che Dio è il nostro cibo, Egli è Colui che ci nutre e ci dà vita, rinunciare a un po’ del nostro sonno per dare tempo a Colui che davvero è la nostra principale fonte di energia. Rinunciare a noi stessi per ricordarci che da soli siamo polvere, imperfetti, limitati, eppure infinitamente amati da Dio, perciò è a Lui che dobbiamo dedicare il nostro cuore, la nostra mente, le nostre forze.

Quante occasioni abbiamo nella nostra giornata per rivolgere il pensiero a Dio, con una breve giaculatoria: “Gesù Mio, Misericordia!”, “Grazie, Gesù!”, “Signore, aiutami!”, “Cuore Immacolato di Maria, siate la salvezza dell’anima mia”; quante opportunità per rinunciare a qualcosa di superfluo, a livello materiale, ma anche spirituale, spegnere in noi una risposta tagliente, rinunciare ad una rivincita, ad una soddisfazione personale, in ultima analisi, a noi stessi. Quante occasioni, infine, per dare in elemosina un po’ del nostro tempo, un sorriso sofferto, un aiuto generoso anche se non richiesto, cercando di rendere più semplice la vita degli altri. Dio raccoglie tutto questo nel Suo Cuore, per trasformarlo in grazia sovrabbondante, come a Cana cambiò l’acqua in vino.

Se guardiamo la vita dei Pastorelli di Fatima, è stata proprio questo: un’offerta piccola e nascosta che ha portato, però, un frutto di eternità per tante anime. I sacrifici fatti da questi tre bambini si seppero solo dopo la loro morte, ma già in vita hanno strappato a Dio tante grazie di guarigione e conversione.

Su questa terra siamo tutti in cammino verso il Cielo, ma come in cordata. Siamo legati uno all’altro, nel bene come nel male. Ogni buona azione va a beneficio di ogni membro, così come il male che compiamo va a detrimento di tutti. Capiamo bene, allora, come sia preziosa l’offerta di ognuno per la pace. Se nel mio cuore lotto perché Dio vi regni sovrano, lotterò anche nella mia famiglia, sul posto di lavoro, nella società. E la pace che è in me porterà beneficio a tutti coloro che incontro. Lottiamo, quindi, ogni giorno e offriamo le nostre fatiche per portare Cristo al mondo, per mezzo del Cuore Immacolato di Maria.

 

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