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IL FIGLIO DI DIO NELLE BRACCIA DELLA MADRE

"Veramente quest’uomo era Figlio di Dio”

di p. Giuseppe Brocchi icms

Il vangelo di Marco, a proposito della morte di Gesù, così narra: «Gesù, dando un forte grido, spirò. Il velo del tempio si squarciò in due, dall’alto in basso; allora il centurione che era presente lì presente di fronte, avendolo vistolo spirare in quel modo, disse: “Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!”» (Mc 15, 37-39).

Il centurione sicuramente aveva assistito a tante esecuzioni, ma dal modo in cui morì Cristo comprese che non si trattava di un uomo come tutti gli altri: stava esalando l’ultimo suo respiro, infatti, il Figlio di Dio. Da quel giorno fino ad oggi, una moltitudine di persone si è unita a quel centurione nel riconoscere che Gesù è il Figlio di Dio. Ma chi custodisce e alimenta questo sguardo illuminato dalla fede, se non una tenera e dolce devozione alla Madonna? È Lei, la Madre addolorata, che salva sempre la fede e la protegge dagli attacchi del materialismo ateo e dall’indifferentismo religioso. Dopo la morte di Gesù, Ella riceve fra le Sue braccia il Figlio amato de­posto dalla croce.

Questa scena è stata raffigurata da Michelangelo e conosciuta come la famosa statua della “pietà vaticana”, una delle sculture più incantevoli della storia dell’arte che contiene una verità di fede cristiana. In questa immagine si può notare come il palmo della mano sinistra della Vergine sia rivolto verso il cielo; ciò sta ad indicare l’offerta delle sue sofferenze unite al sacrificio di Cristo. Durante la S. Messa il sacerdote dice: «Pregate fratelli e sorelle perché il mio e vostro sacrificio sia gradito a Dio Padre Onnipotente»; i fedeli rispondono: «Il Signore riceva dalle tue mani questo sacrificio a lode e gloria del suo nome, per il bene nostro e di tutta la santa Chiesa».  Ma noi, quando partecipiamo alla S. Messa, abbiamo sempre qualcosa da offrire a Dio? Alcuni pensano erroneamente che essere dediti a Maria Santissima sia cosa da persone “rammollite”, invece Ella ci insegna che i suoi devoti sono coloro che cercano di imitarla e di essere forti davanti alla croce, come lo è stata Lei. Sono quelli che sanno offrire non grandi cose, ma i piccoli sacrifici che la vita presenta giorno per giorno, immancabilmente. Il Signore ha reso forte Maria Santissima ai piedi della Croce perché Lei si è sempre “allenata” nel compiere ed amare la volontà di Dio. Tutti i giorni, nel nascondimento delle piccole cose quotidiane, ha detto: «Si! Signore sia fatta la volontà di Dio», così come lo ha instancabilmente ripetuto nelle grandi decisioni – davanti all’arcangelo Gabriele e sotto la Croce del Figlio -.

La Mamma Celeste ci insegna che noi dobbiamo aprire il nostro cuore alla volontà di Dio come suoi devoti, questo sarà per noi riscoprire il segreto della nostra felicità; sapremo seguire Cristo anche davanti alle difficoltà. La statua dell’Addolorata viene raffigurata con una “spada” che Le trafigge il Cuore. Da secoli, i fedeli hanno recitato e ancora oggi recitano una preghiera: «Santa Madre deh! voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore». Chiediamo alla Mamma del Cielo che imprima in noi il ricordo di quelle piaghe, perché sono il segno visibile di quanto Gesù ci abbia amati. Supplichiamola di stampare in noi l’immagine del Crocifisso, perché non vogliamo pensare solo a noi stessi, ma desideriamo bruciare di carità per la salvezza degli altri.           

 

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