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Madre della Divina Provvidenza

Provvedete al pane dell'anima nostra

di Maria Grazia Vecchione

Colline benedette quelle di Pancole come tutti gli altri luoghi dove è apparsa la Vergine Santissima.

Al tempo dell'apparizione a Pancole, nei pressi del santuario, erano presenti pochi nuclei famigliari soprattutto nelle località di San Quirico e Santo Pietro. Qui viveva la famiglia Ghini. Bartolomea, la figlia sordomuta dalla nascita, all'epoca ventisettenne, portava il piccolo gregge di pecore a pascolare sul colle dove ora sorge il santuario.

Gli anni in cui visse Bartolomea sono tristemente ricordati per la terribile “peste nera” che seminò morte, degrado e tanta miseria. La ragazza in un momento di sconforto e sofferenza, pregava e piangeva a motivo della miseria che aveva ridotto alla fame tante famiglie, la sua compresa.

Il Cielo, che a volte sembra tanto lontano da noi, ascoltò invece il pianto e la preghiera di Bartolomea. Ecco accanto a lei apparire la celestiale visione della Beata Vergine Maria, che le chiese: “Perché piangi?” e Bartolomea, meravigliata da una simile apparizione, rispose che era disperata per la mancanza di cibo in casa. Allora la Madonna con fare materno la rassicurò dicendole che tornando a casa avrebbe trovato quanto occorreva al sostentamento della famiglia.

Grande fu lo stupore di tutti nel vedere che i contenitori della farina, del vino e dell'olio erano colmi, ma soprattutto, Bartolomea aveva risposto alla Madonna ed ora raccontava ai suoi l'accaduto. Non era più sordomuta. La Madonna l'aveva guarita. Madre della Divina Provvidenza in vita e in morte.

Corsero tutti a vedere il luogo dell'apparizione e lì fu trovata un'edicola. Era tutta coperta di rovi e sterpaglie e dentro l'edicola l'affresco della Madonna che allatta il figlio Gesù.

Nel ripulire l'affresco fu graffiato il volto della Vergine e, anche con i successivi restauri, il graffio fu lasciato visibile.

Da allora la devozione alla Madonna di Pancole è molto sentita in tutta la Val d'Elsa e oltre, e i miracoli non si contano più. Nel 1923 il vescovo di Colle Val d'Elsa Monsignor Giovanni Andrea Masera elevò la chiesa a santuario diocesano con il titolo di “Madre della Divina Provvidenza”.

È di Monsignor Masera la preghiera alla Madonna di Pancole: “Immacolata Maria Madre della Divina Provvidenza, che per affetto materno appariste in Pancole, a povera e muta fanciulla, donandole l’udito e la parola ed operando il miracolo della farina, del vino e dell’olio. Provvedete a noi pure il pane dell’anima nostra, fate che sempre docili ascoltiamo le Parole di vita eterna, e che la nostra lingua non si sciolga mai che nella carità del vostro Figlio Gesù. Degnatevi, o Maria, di essere sempre, anche per noi, Madre di Provvidenza in vita e in morte”.

 

 

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