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Il pegno dell’Amore

“Guardate le mie mani e i miei piedi”

di Sr M. Leonarda Innocente icms

I discepoli per tre anni avevano seguito Gesù, sulla Sua Parola avevano lasciato tutto; in Lui avevano trovato un uomo diverso da tutti gli altri, che “parlava con autorità”, con “parole di vita eterna”, sembrava conoscerli da sempre, era come se leggesse dentro di loro, risvegliando i desideri più veri, più profondi. Dopo tutto questo l’hanno visto lavare i piedi ad ognuno di loro, mentre parlava con un tono solenne e commosso, come se stesse rivelando loro la profondità del Suo Cuore. E fu tradito da uno dei Suoi, catturato, giudicato ingiustamente, condannato a morte e coloro che erano sempre rimasti con Lui si dileguarono. Fu crocifisso, morì e fu sepolto. Il terzo giorno risuscitò da morte e apparve a Maria Maddalena e a due dei Suoi discepoli sulla strada per Emmaus, ma gli Apostoli non credevano ancora.

Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.” (Lc 24,36-40) 

Per farsi riconoscere dai Suoi, da quegli uomini che avevano vissuto con Lui per tre anni, camminando a lungo sulle strade della Palestina, ascoltandolo seduti ai Suoi piedi, stando con Lui gomito a gomito, ebbene, a questi uomini Gesù non dice: “Guardatemi negli occhi, sono io! Vi conosco ad uno ad uno, conosco il vostro cuore, so chi siete”, ma dice invece: “Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io!” Le piaghe di Gesù, quelle ferite causate da una condanna ingiusta, e che, insieme alle torture subite, l’hanno condotto ad una morte infame, proprio quelle piaghe sono ora un segno di riconoscimento, dicono la Sua identità, rivelano l’Amore che Egli non solo ha, ma è. Perché Dio è amore. L’amore vero si prova nella sofferenza, è la sofferenza la garanzia dell’autenticità dell’amore. Allora queste piaghe diventano per noi quasi un “sigillo di garanzia”. Come se Gesù ci dicesse: “Guardate le mie mani e i miei piedi: guardate quello che ho sofferto per voi, guardate quanto vi amo. Fidatevi di questo Amore. Abbiate fiducia in Me, non vi abbandonerò mai!”. Per salvare noi, ha rinunciato a salvare Se Stesso.

Egli conserva i segni della Passione anche perché essa non avrà fine sino a che l’ultima anima non sarà salva. Per queste piaghe, per le offese che ancora continua a ricevere Gesù chiede riparazione, l’ha chiesta lungo i secoli a molte sante, fra queste anche Santa Geltrude di Hefta.

Questa santa seppe, per una rivelazione fatta ad una consorella (Santa Matilde di Hackeborn), che le piaghe di Gesù erano ben 5466, e per ognuna di esse recitò la seguente preghiera: “Gloria Ti sia resa, o soavissima, dolcissima, generosissima, o sovrana, eccellente, raggiante e sempre invariabile Trinità, per queste rose del divino amore, per le Piaghe di Gesù, che è l’unico Amico, l’Unico eletto del mio cuore.” Le apparve quindi Gesù, raggiante di meravigliosa bellezza, portando su ciascuna piaga un fiore d’oro. Egli, con volto pieno di bontà, volle salutare amabilmente Geltrude con questa promessa: “All’ora della tua morte, Io mi mostrerò a te pieno di grazia e di bellezza, nella stessa gloria e nel medesimo splendore come adesso mi vedi. Io coprirò i tuoi peccati e le tue negligenze con un ornamento simile a quello con cui hai decorato le Mie piaghe, con le tue preghiere. Questo favore sarà pure accordato a tutti coloro che saluteranno ciascuna delle Mie piaghe con la stessa devozione e le medesime preghiere”.

Davvero grande è l’amore di Dio per ciascun’anima, per ciascuno di noi, personalmente, semplicemente per ciò che siamo: Sue creature e non per ciò che vorrebbe che fossimo, continuando a desiderare per noi tutto il bene possibile. Ricambiamo allora questo amore pensando con affetto, con gratitudine a queste piaghe che Egli ha desiderato tenere con Sé anche in Cielo, come pegno dell’amore che ha per noi. Amiamolo anche per chi non Lo ama. Ringraziamolo a nome di ogni anima, soprattutto le più bisognose della Sua Misericordia, perché nel giorno della Sua Resurrezione tutte queste anime possano realmente fare esperienza del Suo Amore e tornino a Lui.

 

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