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La spiritualità di Santa Giacinta di Fatima

“La trovai con la stessa gioia di soffrire”

C’era un fortissimo legame fra Lucia e Giacinta, la più grande e la più piccola dei tre Pastorelli. Leggendo le memorie di Lucia emerge chiaramente l’affetto che c’era fra le due. Un affetto naturale, che è cresciuto sempre più dopo le apparizioni. Infatti, Giacinta prima di queste era una bimba molto permalosa, voleva sempre vincere nel gioco e questo la rendeva antipatica agli occhi di sua cugina. Allo stesso tempo, però, aveva una grande sensibilità, tanto che quando Lucia le raccontava la passione di Gesù, e ciò che Egli aveva patito per nostro amore, Giacinta si commuoveva fino alle lacrime. Una bimba che con l’aiuto della grazia divina ha saputo mettere questa sua sensibilità a servizio di Dio per realizzare il Suo progetto.

Ognuno dei tre pastorelli visse con un taglio tutto personale il messaggio consegnato loro dall’angelo e dalla Madonna. Giacinta prese particolarmente a cuore tre aspetti: il Cuore Immacolato di Maria che chiedeva consolazione, la conversione dei peccatori che rischiano di perdersi nell’inferno e la preghiera per il Santo Padre.

Scrive Lucia che Giacinta amava ripetere spesso la giaculatoria: “Dolce Cuore di Maria, siate la salvezza mia!”. E alle volte, dopo averla detta, aggiungeva, rivolgendosi a Lucia, con quella semplicità che le era naturale: “Amo tanto il Cuore Immacolato di Maria! È il Cuore della nostra Mammina del Cielo! A te non piace tanto ripetere molte volte: Dolce Cuore di Maria! Cuore Immacolato di Maria!? A me piace tanto, tanto!”. E ancora: “Mi rincresce tanto di non poter fare la Comunione in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria!

La bimba ebbe un rapporto privilegiato con Maria SS.ma, che le apparve ancora, dopo le apparizioni alla Cova da Iria, chiedendole se era disposta a soffrire per i peccatori. “Se gli uomini sapessero cos’è l’eternità farebbero di tutto per cambiare la loro vita”, queste parole le pronunciò la piccola Giacinta nel gennaio del 1920 a Lisbona, un mese prima della sua morte, vissuta nella solitudine dell’ospedale, lontana da ogni affetto, ma in compagnia della Madonna, che le aveva chiesto quest’ultima preziosissima offerta per la conversione dei peccatori e lei aveva accettato. 

Ecco come la sua sensibilità le ha permesso di offrire molti sacrifici al Signore per la salvezza dei poveri peccatori. Quando già era malata, Lucia andò a trovarla e Giacinta le chiese: “Hai già fatto molti sacrifici oggi? Io ne ho fatti molti. La mia mamma è uscita e io volevo molte volte andar a veder Francesco, ma non ci sono andata”. E, quando partì per l’ospedale di Lisbona, salutando Lucia disse: “Non ti devo rivedere più? E neppure la mia mamma, né il mio papà? Non devo rivedere più nessuno? E poi muoio sola!” Lucia le rispose di non pensarci, ma lei ribatté: “Lascia che ci pensi, perché più ci penso e più soffro; e io voglio soffrire per amore del Signore e per i peccatori. E poi non m’importa niente! La Madonna verrà là a prendermi per portarmi in Cielo”. Sempre durante la malattia di Giacinta, Lucia andò a trovarla perché la piccola desiderava molto vederla e racconta: “la trovai con la stessa gioia di soffrire per amor del nostro Buon Dio, del Cuore Immacolato di Maria, per i peccatori e per il Santo Padre: era il suo ideale, era ciò di cui parlava”.

Anche riguardo al santo Padre, Giacinta ebbe delle visioni particolari: “Non so com’è stato! Io ho visto il santo Padre in una casa molto grande, inginocchiato davanti a un tavolo, con le mani sul volto, in pianto. Fuori dalla casa c’era molta gente, alcuni tiravano sassi, altri imprecavano e dicevano molte parolacce. Povero Santo Padre! Dobbiamo pregare molto per lui!” Perciò ogni volta che offriva un sacrificio non mancava di aggiungere l’intenzione per il Santo Padre.

Questa bimba ci è davvero d’esempio per aver messo tutta se stessa a servizio del disegno d’Amore che il Cielo aveva su di lei. Non ha lasciato che andasse perduta nemmeno una delle parole che la “Bella Signora” le ha detto, l’ha presa sul serio, come la Signora ha preso sul serio lei, affidandole una missione preziosa. Anche a noi la Mamma Celeste chiede di collaborare per la salvezza del mondo con la nostra vita, le nostre offerte e preghiere.

 

 

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