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Tre cuori e un'anima sola

La storia del nostro piccolo Giovanni

 di Eva Masini e Luca Castellano

Pace e bene a tutti voi, siamo Eva e Luca, sposati dal febbraio 2023, e vogliamo condividere con voi la storia del nostro piccolo Giovanni.

Ogni vita è un dono di Dio. Che duri cento anni, o solo poche ore, è sempre un dono di Dio. Ancor prima del concepimento noi abbiamo voluto, desiderato e amato il nostro bambino. Quando abbiamo scoperto di aspettare un figlio la nostra gioia è stata immensa e fin da subito è stato parte della nostra vita. Con lui ogni giorno andavamo alla Santa Messa e attraverso la sua mamma riceveva Gesù Eucarestia. Con lui siamo andati anche a Fatima dove lo abbiamo consacrato alla Madonna, al Suo Cuore Immacolato e con lui tutta la gravidanza e il parto. Ha vissuto con noi tutti i primi sabati del mese. Al quinto mese durante un’ecografia abbiamo scoperto che il nostro bambino era molto malato e rischiava già la vita… abbiamo girato molti ospedali per capire cosa avesse e come poterlo aiutare.

Vostro figlio è sindromico, abortitelo” ci è stato detto più volte in modo violento da quei dottori che sanno tutto del corpo umano, ma non riconoscono la vita e affermano che un bambino non perfetto non abbia diritto di vivere. La nostra risposta è stata categorica: “No! Faremo di tutto per il nostro bambino”. Ancor più in questo momento ci è stato chiaro che nostro figlio era chiamato alla vita per una missione speciale che col tempo il Signore ci avrebbe fatto capire. Il pensiero va a tutte quelle donne che in un momento di immensa fragilità cedono alle violenze psicologiche di questi dottori che invece di curare e portare speranza, sopprimono la vita proponendo l’aborto come unica soluzione possibile.

Dopo il nostro sì pieno alla vita alcune problematiche di Giovanni sono migliorate. Era bello vederlo crescere. Come mamma, era commovente percepire i suoi movimenti dentro di me. Giorno dopo giorno, diventavano sempre più forti, come a dirci: “Io ci sono! Coraggio, andate avanti”.

La gravidanza andava avanti sempre tra continui controlli settimanali. Abbiamo incontrato anche tanti medici, tante associazioni straordinarie che ci hanno sostenuto ogni giorno e si sono fatti strumenti della provvidenza di Dio che mai ci ha lasciato.

Giovanni è nato lo scorso 4 marzo alle 17,47. Sapevamo già che appena nato avrebbe dovuto affrontare un’operazione chirurgica che avrebbe risolto il suo problema. Invece i medici ci hanno detto che il bambino presentava altri grossi problemi alle vie respiratorie non visibili precedentemente alle ecografie e che era già in pericolo di vita. Subito senza esitare,  con il permesso di Don Luca, abate del santuario di Montenero, il quale sempre ci ha sostenuto, abbiamo dato al nostro figlio il sacramento del battesimo. In quel momento abbiamo percepito un soffio di vita nuova che scorreva in mezzo a noi. Nostro figlio è figlio di Dio. Dio ce lo ha dato e a Lui lo ridoniamo. In quelle ore i medici hanno fatto di tutto per sostenere nostro figlio, capire quale fosse il problema e come risolverlo. Sono state ore di dolore, di preghiera, di offerta, di riparazione costante e di abbandono fiducioso alla Volontà di Dio.

Purtroppo non c’è più niente da fare” ci viene detto dai medici, i quali ci hanno permesso di poter stare con lui gli ultimi momenti della sua vita.

Per 20 minuti tu, Giovanni, sei stato nelle braccia di mamma e papà. Non riuscivamo a smettere di guardarti… Tu così piccolo e fragile, i tuoi occhi che tanto somigliavano a quelli della mamma, il tuo profumo così bello, di rosa, quelle manine e quei piedini così piccoli. È stato un momento bellissimo, sì di dolore, ma di paradiso. Respiravamo l’aria del Cielo dove tu piccolo Giovanni stavi per salire. Ogni piccolo tuo respiro era un’offerta di riparazione costante ai dolori dei cuori di Gesù e di Maria. Mamma e papà sono orgogliosi di te perché sei nato pronto per il Cielo e per l’eternità dove sei salito alle 23,15 dando l’ultimo respiro tra le nostre braccia.

Nel giorno in cui sei nato una grande nazione approvava l’aborto come diritto costituzionale. Tu piccolo Giovanni, senza neanche saperlo, con la tua vita donata davi testimonianza alla vita, che la vita inizia con il concepimento, che ogni bambino nel grembo ha il diritto inviolabile di vivere che nessuno può togliere, e hai riparato anche per questo.

Mamma e papà sono fieri di te, ti amano tanto e sarai sempre con noi. Ora che sei vicino a Gesù e nelle braccia di Maria prega per noi.”

 

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