Pillole di SpiritualiTà
Santissima trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo Vi adoro profondamente. (dalle Memorie di suor Lucia)
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PELLEGRINAGGIO AD ASSISI, PARROCCHIA ‘SAN GIOVANNI BOSCO’
Un piccolo grande uomo quale è s. Francesco è riuscito, con la santità di Dio che ancora ‘urla’ dopo 800 anni dalla sua morte, a far andare ad Assisi milioni di pellegrini da tutto il mondo per venerare i suoi resti mortali esposti nella Basilica inferiore (dal 22 febbraio al 22 marzo).
Come può un uomo, da solo, aver fatto tutto questo?
Fiumi di anime si sono mosse per andare a ‘toccare con mano’ l’opera di Dio in un uomo. Apparentemente mossi da riconoscenza, affetto, stima, semplice curiosità, ogni pellegrino è stato spinto a mettersi in viaggio, soprattutto, da quella scintilla divina che porta in sé, nella propria anima, dalla sete di Dio e dal desiderio di vedere la radicalità di una vita donata totalmente a Dio con estrema coerenza, il desiderio di sapere che la santità è per ognuno ed è possibile.
Tra tanti, anche noi, di buon mattino, con molti della Parrocchia di Badia a Elmi, accompagnati dai Servi e dalle Serve del Cuore Immacolato di Maria, abbiamo dato inizio al nostro pellegrinaggio. Due pullman pieni di pellegrini con i cuori in ascolto.
Nel corso della giornata non sono mancati piccoli imprevisti, ma la Grazia ha raggiunto comunque tutti e in modo abbondante.
La Messa è stata celebrata nella Basilica di S.Chiara insieme a diversi gruppi provenienti da altre regioni d’Italia e un eccellente coro, proveniente dall’Emilia Romagna, ha accompagnato in modo solenne col canto la celebrazione eucaristica. Credo che il loro canto ci rimarrà nel cuore ad ornamento di questa bellissima giornata.
Assisi era pienissima di persone che erano lì per pregare e nei luoghi di culto era preteso dalle persone che si occupavano della sicurezza un fugace passaggio senza la possibilità di fermarsi tranquilli a pregare.
Malgrado ciò, nulla ha impedito alla santità di quest’uomo di riecheggiare, al punto da farci percepire la bellezza e la schiettezza del vivere alla lettera il Santo Vangelo.
Nella sua vita, S.Francesco ardeva nel vivere la stessa vita di Gesù e un giorno, dopo aver ascoltato e fattosi spiegare da un sacerdote, un brano del Vangelo che lo aveva colpito, esclamò: “Ecco ciò che voglio!”. Voleva…fortemente! Egli fuggiva ogni sorta di sentimentalismo e cercava di vivere nella sua stessa carne la vita di Gesù.
E quel desiderio forte di incontrare Dio, che ci accompagnava in quella lunga, silenziosa e raccolta processione in Basilica, trovava finalmente riposo davanti a quelle spoglie che Gesù lo hanno vissuto in pieno fino a donare tutto. Egli è riuscito a diventare veramente ‘un altro Cristo’. Quale nobiltà più grande per un uomo?
SALUTO ALLA BEATA VERGINE (di S. Francesco)
Ave Signora, santa regina, santa genitrice di Dio, Maria, che sei vergine fatta Chiesa
ed eletta dal santissimo Padre celeste, che ti ha consacrata
insieme con il santissimo suo Figlio diletto e con lo Spirito Santo Paraclito;
tu in cui fu ed è
ogni pienezza di grazia e ogni bene.
Ave, suo palazzo, ave, suo tabernacolo, ave, sua casa.
Ave, suo vestimento, ave, sua ancella,
ave, sua Madre.
E saluto voi tutte, sante virtù,
che per grazia e illuminazione dello Spirito Santo venite infuse nei cuori dei fedeli,
perché da infedeli
fedeli a Dio li rendiate.
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Santissima trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo Vi adoro profondamente. (dalle Memorie di suor Lucia)